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Kali Escrima Panatukan
Un arte antica sempre moderna


Origini
Il Kali è l'arte marziale nata nelle tribù indigene delle isole filippine; le prime testimonianze di questa arte risalgono al 1521, quando Ferdinando Magellano venne ucciso nella battaglia di Mactan dal capotribù Lapu-Lapu con un'arma simile ad un machete.
Con il dominio spagnolo, dal 1565 al 1821, l'arte marziale indigena fu bandita e sostituita con la scherma spagnola.
Il Kali trovò il suo sviluppo nell'ombra del controllo spagnolo, allenato di notte e nascosto nella danza e nei rituali popolari, ma non riuscì a sottrarsi dall'influenza della scherma dei "conquistadores"(esgrima), da qui il nome "Escrima" (o "Eskrima").
Nel Kali Escrima molte sono le evidenti influenze della scherma spagnola ma non solo, ritroviamo in questa arte tecniche e movimenti di diverse arti marziali dei vari invasori delle Filippine che si sono succeduti nella sua storia: indiani, arabi, spagnoli, portoghesi, italiani, americani e giapponesi.

Grazie a Dan Inosanto
L'insegnamento del Kali Escrima nelle palestre è dovuto al Maestro Dan Inosanto.
Suo merito fu quello di aver dato logica e didattica ad un'arte marziale dalla tradizione famigliare, priva di coerenza nelle tecniche e di una struttura ben definita.
Merito di Dan Inosanto se oggi il Kali Escrima è un'arte marziale conosciuta e diffusa in tutto il mondo.

Sempre moderno
Quello che rende l'arte filippina sempre attuale e apprezzata nello studio della difesa personale è l'uso, con conseguenti tecniche di difesa, di armi come il coltello e il bastone.
Il bastone nasce inizialmente come sostituto della spada o del machete negli allenamenti ma acquista presto la sua indipendenza dalle armi bianche, sviluppando tecniche proprie di difesa e di attacco.
Il bastone, nelle sue varie forme, e il coltello sono ad oggi le armi più usate durante una aggressione.
Lo studio del Kali Escrima prevede l'utilizzo anche delle doppie armi, come 2 bastoni o bastone e coltello ("espada y daga"), e l'utilizzo di armi più tradizionali: bastone lungo, espada, kriss (spada corta con lama "serpeggiante"), basilong (detto "coltello a farfalla"), karambit (coltello con lama a mezzaluna), kubotan (arma da pugno)... solo per citarne alcuni.

Mano nuda
Il Kali Escrima è conosciuto soprattutto per l'uso delle armi ma questa non è che una parte di questa eclettica arte marziale.
Un vasto repertorio di tecniche compongono la parte a "mano nuda", definita "Pangamut".
Il Pangamut si suddivide in 3 parti a seconda dell'area di competenza.
Il "Panantukan" riguarda le tecniche di attacco e di difesa eseguite con la parte alta del corpo; pugni, gomitate, testate e tecniche di "distruzione" dell'arto dell'avversario (gunting) popolano questa area del Pangamut.
L'uso dei calci e dei colpi di ginocchio compongono la parte del Pangamut denominata "Sikaran". Le tecniche di gunting, i contrattacchi, i calci precisi atti a finalizzare o lesionare gravemente l'avversario colorano la parte trattata dal Sikaran.
Il terzo aspetto del Pangamut è il "Dumog" (o "Buno") che comprende tutte le tecniche di leve articolari, tecniche di sbilanciamento e proiezione e tecniche di controllo dell'avversario.

Il nostro Kali
Alla Sacchetto Combat Way viene praticato il Kali Escrima della scuola Inosanto-Lacoste insieme a tecniche di "Silat"(arte antica base delle arti marziali indonesiane).
Il Kali filippino viene insegnato con il Jun Fan Jeet Kune Do in questo queste due arti marziali di difesa personale condividono i principi di un sistema moderno, efficace e diretto.

(Felice Cipriani)

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